Milano. Una traversa di via Padova quasi all’altezza di Loreto. Caldo.

Mi trovavo al terzo piano di una delle più miserevoli case di ringhiera mai viste, quando una serie di rumori sordi e ritmati hanno attirato il mio sguardo verso il ballatoio di fronte. Al primo piano, un tizio grosso, capelli legati, magrebino senza dubbio, stava passando in rassegna le porte una dopo l’altra bussando con tutta la forza che aveva in corpo.
Ho abbassato lo sguardo al cortile. C’era un altro uomo, gambe leggermente divaricate e mani sui fianchi, aria da poliziotto in borghese, italiano senza dubbio. Mi teneva gli occhi puntati addosso.
Sono scesa correndo per capire chi fossero quei due, con l’ingenuità e il coraggio di chi ha 20 anni e qualcosa, colpi di sole e Miss Sixty elasticizzati.
L’italiano non era un poliziotto ma il proprietario di quei muri fatiscenti. L’altro era il suo scagnozzo che doveva riscuotere gli affitti.
Io li ho guardati in faccia e con fermezza ho detto loro di dare una mano di pittura a quei cazzo di muri. E me ne sono andata.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...